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settembre 2018
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Year 2018

LA CINA DELL’OLIO GUARDA AL COI

Madrid – L’approccio cinese verso l’olivicoltura e’ strettamente di carattere scientifico. Lo dimostrano le dichiarazioni della professoressa Jin – Hua LI, responabile dell’Istituto di ricerca forestale dell’Accademia Cinese delle Foreste. In Cina il comparto dell’olivicoltura e’ inserito e monitorato dal dipartimento delle foreste della Repubblica Popolare Cinese.

I dati sono stati illustrati a Madrid in un recente incontro presso il quartiere generale del COI. Dalla ricerca emerge che l’olivicoltura in Cina sta procurando vantaggi economici nel suo multiforme utilizzo come alimento e come medicinale. Sta offrendo un interesante contributo paesaggistico e di protezione dell’ambiente nelle zone subtropicali; sta dando vantaggi economici e sta contribuendo a ridurre la poverta’ in alcune regioni piu’ povere della Cina.

La coltivazione dell’olivicoltura in Cina e’ stata avviata intorno agli anni 60 con piante provenienti dall’Albania, la seconda fase e’ stata avviata tra la metà degli anni 70’ e gli anni 80’. Si contanto 70.000 alberi di olivo nel 1973; 360.000 nel 1977; 10.000.000 nel 1978; 17.000.000 nel 1979, 23.000.000 nel 1980, allevati in 16 province, e tra queste Sichuang, Hunan, Jiangxi, Guizhou, Shanxi, Yunan.

Nel 1979, finanziati dalla FAO, sono stati introdotti oltre 20.000 tagli di varieta’ dall'Italia, Spagna e Francia sono stati distribuiti per l'innesto e test regionali a Yunan, Guizhou, Sichuan. A seguire si e’ sviluppata intorno alla coltura una industria olearia che e’ fortemente sostenuta dal governo della Repubblica Popolare.

Dal 1979 ad oggi la Cina ne ha fatta di strada in campo olivicolo. Lo dimostrano i dati dell’Istituto delle Foreste, 71 mila gli ettari coltivati ad oliveto, poco meno di 38 mila tonnellate di olive e 5 mila e 500 tonnellate di olio di pressione con una media di 528 kilogrammi di olio di oliva per ettaro.

“Il fatto che la Cina dimostri un interesse cosi’ crescente verso il COI e’ un fatto positivo”, ha commentato il direttore esecutivo del COI Abdellatif Ghedira in una dichiarazione rilasciata appositamente per gli EVOO DAYS di Veronafiere.

il clima di collaborazione che da quasi cinquant’anni contraddistingue  emerge il dialogo con il Consiglio Oleicolo Internazionale e le realta’ scientifico produttive in Cina fanno ben sperare in una auspicabile addesione della REpubblica Popolare Cinese alla norma COI.

 

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